Curatore

Riccardo Staglianò

Ha cominciato a fare il giornalista scrivendo come internet stava cambiando la società. Da oltre dieci anni a Repubblica ha allargato il campo, passando da David Foster Wallace o gli archivi perduti di Wittgenstein alla cronaca della guerra dei narcos a Ciudad Juárez. Sempre più appassionato di video, era in piazza Tahrir il giorno in cui è scoccata la rivoluzione d’Egitto (ha girato, montato, mandato). Per dieci anni ha anche insegnato nuovi media all’università Roma Tre. Quand’era giovane (2001) ha vinto il Premio Ischia di giornalismo per giovani. L’ultimo suo libro si intitola “Grazie. Ecco perché senza immigrati saremmo perduti”. Se ne è parlato un sacco, ma non ha venduto granché. Confida nel prossimo. Resta comunque molto attaccato, come tutti, al suo primo amore. Ovvero raccontare come la tecnologia modifica le nostre vite.

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